Tullio cercò di strapparle la tessera, ma Nora si chiuse nel laboratorio e uscì dalla finestra sul retro, portando con sé il telefono e il quaderno di Elide. Attraversò vicoli pieni di cisterne vuote, manifesti di politici sorridenti e murales che chiedevano acqua vera, non promesse.
Sottopalco 9 era un ingresso nascosto dietro il vecchio Teatro Sirena, demolito a metà e mai ricostruito. Da fuori sembrava un rudere; sotto, invece, pulsava una città segreta. Scale di cemento scendevano verso un tunnel illuminato da lampade rosse. Il rumore dei passi si mescolava a bassi profondi, voci che provavano rime, mani che battevano su tubi metallici.
Una ragazza con i capelli rasati e una giacca piena di spille le sbarrò la strada.
«Tessera.»
Nora gliela mostrò.
La ragazza la fissò. «Questa apparteneva a una fondatrice.»
«A mia madre.»
La ragazza cambiò espressione. «Allora sei la figlia di Elide.»
Si chiamava Mirea, e conduceva Nora dentro un’arena sotterranea dove giovani musicisti si sfidavano ogni notte. Non era solo spettacolo: ogni gara serviva a conquistare minuti di trasmissione su una rete pirata che interrompeva i canali ufficiali e rivelava scandali nascosti. La chiamavano Fuori Frequenza.
«Tua madre registrava prove contro il Consorzio Idrico,» spiegò Mirea. «Diceva che la siccità di Ventomare non era solo clima. Qualcuno deviava l’acqua verso impianti privati e faceva pagare alla città la propria sete.»
Nora sentì un freddo salire nello stomaco. «Mio padre lavorava all’acquedotto.»
Mirea non distolse gli occhi. «Appunto.»
Prima che Nora potesse reagire, le luci calarono. Sul palco improvvisato salì un uomo elegante, capelli argentati, sorriso da presentatore televisivo: Dario Vellani, assessore alla ricostruzione idrica. Tutti lo conoscevano come benefattore della città. Nessuno avrebbe immaginato di trovarlo lì sotto.
«Benvenuti alla selezione finale,» disse al microfono. «Stasera scopriremo chi ha abbastanza voce da farsi ascoltare.»
Mirea sussurrò: «Lui compra i migliori e fa sparire gli altri. Elide voleva smascherarlo durante una diretta. Non ci è mai arrivata.»
Il telefono di Nora vibrò di nuovo.
Secondo messaggio vocale.
«Non fidarti di chi ti racconta la verità senza tremare. Anche io ho mentito. Tullio non mi ha tradita per denaro. L’ha fatto per salvarti.»
Il messaggio finiva con un rumore d’acqua corrente.
Nora alzò gli occhi verso il palco. Dario Vellani stava guardando proprio lei.