La polizia arrivò in venti minuti, i giornalisti in trenta. Qualcuno dentro la Vetraria Luminosa aveva già venduto la notizia: morto il direttore finanziario del colosso che stava per quotarsi in borsa, ritrovato con un simbolo enigmatico accanto al corpo.
Nina fu interrogata in una stanza senza finestre. Raccontò del bilancio, delle transazioni, del rumore. Non raccontò del tatuaggio.
«Ha visto qualcuno uscire dal salone?» chiese l’ispettore Rizzo, una donna con i capelli corti e l’espressione di chi non crede mai alla prima versione.
Nina esitò. Aveva visto un riflesso nel vetro: una sagoma con un impermeabile chiaro, un bracciale metallico al polso. Ma non era certa. O forse era certa e aveva paura di esserlo.
«Solo un’ombra.»
«Le ombre non si processano, signorina Ferri.»
Quando uscì, trovò Marco Vieri ad aspettarla vicino agli ascensori. La cravatta gli era leggermente allentata, ma il volto restava controllato.
«Non doveva parlare del file senza un avvocato.»
«Io non ho bisogno di un avvocato. Non ho fatto niente.»
«È esattamente quello che dicono tutti prima di capire che la verità non basta.»
Nina lo fissò. «Perché le importa?»
Marco abbassò la voce. «Perché il simbolo sulla parete non è casuale. E perché qualcuno, qui dentro, ha cancellato i log del suo computer mentre lei era con la polizia.»
Il pavimento sembrò inclinarsi.
In quel momento il telefono di Nina vibrò. Numero sconosciuto. Un messaggio solo: SEI STATA MARCATA PRIMA DI NASCERE. NON FIDARTI DELL’UOMO CHE TI PROTEGGE.
Nina sentì il tatuaggio dietro l’orecchio bruciare come se fosse fresco. Lo aveva da sempre, o almeno così le aveva detto sua madre adottiva: una voglia scura, trasformata in un piccolo segno da una cicatrice infantile. Non aveva mai chiesto troppo, perché in certe famiglie l’amore è fatto anche di silenzi.
Marco vide il messaggio prima che lei potesse nasconderlo. Per la prima volta, la sua maschera si incrinò.
«Dove ha preso quel marchio?»
«È lei che deve dirmelo?»
Lui non rispose.
E Nina capì che l’uomo che le aveva appena offerto protezione sapeva già più di quanto avrebbe mai ammesso.