Luca Ferri era arrivato alla Novalux da tre settimane e aveva già conquistato tutti: i soci con le sue idee, i clienti con la sua calma, gli stagisti con la sua abitudine di ricordare i nomi. Elena lo detestava per principio. Gli uomini troppo brillanti, pensava, illuminano solo la parte della stanza che vogliono mostrare.
Luca chiuse l'ascensore con il gomito e le fece segno di seguirlo nell'archivio. Elena avrebbe voluto rifiutare, ma lui sapeva del badge, del messaggio, della paura nei suoi occhi. In archivio, tra scatoloni di vecchie campagne e faldoni polverosi, Luca le mostrò una chiavetta USB.
“Marta me l'ha lasciata venerdì. Diceva che tu eri l'unica in grado di capire i numeri.”
“Perché avrebbe scelto te?”
“Perché io so far parlare la gente. E perché non sono qui per una promozione.”
Elena incrociò le braccia. “Allora per cosa?”
Luca esitò. Quell'esitazione, più della risposta, la colpì. “Mio padre si è tolto la vita dopo essere stato distrutto da una campagna anonima. Un falso dossier, prove manipolate, giornalisti comprati. La firma era sempre quella: un piccolo marchio nero nei file.”
Elena non disse nulla. Sentì il gelo salirle dalle mani al collo. La storia di Luca somigliava troppo a quella di Chiara, ma rovesciata: sua sorella non era morta, si era chiusa in un silenzio quasi totale dopo essere stata indicata come complice in una truffa universitaria. Nessuno aveva mai dimostrato nulla. Tutti avevano creduto a tutto.
Aprirono la chiavetta. Dentro c'erano registrazioni audio, bonifici cifrati e una cartella chiamata “TESTIMONE”. Il file principale richiedeva una password. Elena provò le date più ovvie, poi il nome della campagna, poi “Auriga”. Niente.
Luca osservò la fattura dei due centesimi. “Marta diceva sempre che la verità si nasconde dove nessuno ha voglia di abbassarsi.”
Elena digitò: duecentesimi.
Il file si aprì.
Sul monitor apparve un video ripreso da una telecamera interna. Si vedeva il presidente della Fondazione Auriga consegnare una busta a Serena Valli, amministratrice delegata di Novalux. Poi Marta entrava nella stanza, li affrontava, e Serena le afferrava il polso. Per un istante la manica di Marta si sollevava: sulla pelle aveva il marchio nero, recente, bruciato.
Elena si portò una mano alla bocca. Luca fece un passo indietro.
Poi il video cambiò. Comparve Elena, da sola, in una sala server, mentre inseriva qualcosa in un computer.
“Non sono io,” sussurrò.
Luca la guardò, ma il suo volto si era chiuso.