Nora non dormì. Alle tre del mattino, seduta al tavolo della cucina mentre sua madre russava nella stanza accanto, riuscì ad accedere al telefono di Marco usando un vecchio trucco imparato in un corso online che avrebbe dovuto servirle per migliorare il curriculum.
Dentro trovò fotografie di bonifici, email criptiche e un video di dieci secondi. Si vedeva una mano femminile premere un timbro blu su alcune fatture: PAGATO. La mano aveva una piccola cicatrice a forma di mezzaluna sul polso.
Nora guardò il proprio polso, intatto. Poi ricordò Marta Greco, la responsabile HR che le aveva consegnato il badge provvisorio. Portava sempre bracciali larghi.
Il mattino dopo, Vetria Eventi convocò tutti i dipendenti in auditorium. Il presidente, Leone Varani, uomo elegante e sorridente come un coltello lucidato, annunciò che la società avrebbe collaborato con le autorità.
“Purtroppo”, disse, “alcuni elementi non ancora confermati indicano il coinvolgimento di personale temporaneo e di dirigenti infedeli.”
Sugli schermi alle sue spalle comparvero due foto: Nora Bellini e Dante Riva.
Un mormorio attraversò la sala. Nora sentì gli occhi di cento colleghi addosso. Dante, in fondo alla fila, le fece un cenno impercettibile: non reagire.
Troppo tardi. Marta Greco si avvicinò a Nora con finta dolcezza.
“Consegnami il badge, cara. Da questo momento sei sospesa.”
Nora le afferrò il polso prima che potesse ritirarlo. I bracciali scivolarono. La cicatrice a mezzaluna apparve chiara sulla pelle.
Per un secondo, Marta smise di recitare.
Poi sorrise. “Attenta, Nora. Non tutte le prove salvano chi le trova.”
Dante intervenne, mettendosi tra loro. “Basta.”
Varani osservava dall’alto del palco. Non sembrava sorpreso, ma divertito.
Quella sera, Dante portò Nora in un archivio dismesso sotto un vecchio teatro, uno dei primi luoghi che Vetria aveva ristrutturato. Tra scatoloni e manifesti sbiaditi, le raccontò la verità che aveva taciuto.
“Bianca era mia moglie.”
Nora rimase immobile.
“Non ex socia?”
“Anche. Ci stavamo separando, ma non per odio. Lei voleva denunciare Varani. Io pensavo di poter sistemare dall’interno. Poi è sparita. La polizia archiviò tutto come fuga volontaria.”
“E tu adesso chiedi a me di fidarmi di te?”
“No. Ti chiedo di fidarti dei numeri. Sono più onesti di me.”
Nora avrebbe voluto rispondere con freddezza. Ma Dante tremava appena mentre apriva una scatola. Dentro c’erano documenti di Bianca, appunti, copie di contratti. Su una pagina, scritto a mano: IL TIMBRO BLU NON È UNA PERSONA. È UN SISTEMA.
In quel momento sentirono un rumore al piano superiore.
Qualcuno li aveva seguiti.