Quando Nora Valli entrò per la prima volta nella torre di vetro della Helianthus Group, nessuno guardò il suo curriculum. Guardarono tutti il polso sinistro.
La cicatrice era sottile, quasi elegante: tre linee oblique, come un simbolo inciso con precisione. Nora la copriva con un bracciale d’acciaio, ma la luce crudele dell’atrio la tradì. Una receptionist tacque a metà frase. Un analista abbassò gli occhi. In quell’edificio le persone capivano subito il valore di una macchia, di un marchio, di un segreto.
Nora era stata assunta come revisora interna per controllare i bilanci della divisione sanitaria, la più redditizia e la più opaca. Il suo compito ufficiale era semplice: certificare che i fondi destinati a un nuovo farmaco sperimentale fossero stati spesi correttamente. Il suo compito reale, invece, lo conosceva soltanto lei: trovare il motivo per cui suo fratello Elia, contabile della stessa azienda, era morto precipitando da un parcheggio multipiano sei mesi prima.
Il fascicolo della polizia parlava di incidente. La madre di Nora parlava ancora con la sedia vuota a cena. Nora parlava solo con i numeri.
Al ventisettesimo piano la accolse Adriano Serra, direttore legale della Helianthus. Aveva una bellezza severa, da uomo che aveva imparato a sorridere solo per contratto. Le tese la mano e il bracciale di Nora tintinnò.
“Qui la discrezione è una virtù,” disse lui.
“E la trasparenza?” chiese Nora.
Adriano la fissò un istante di troppo. “Una virtù più costosa.”
Fu in quel momento che Nora capì due cose: quell’uomo sapeva più di quanto dicesse, e sarebbe stato pericoloso desiderare di scoprirlo.
La sua postazione era in fondo a un open space dove le tastiere suonavano come pioggia su lamiere. In meno di un’ora ricevette accessi, badge, password temporanee e un avvertimento non scritto: nessuno nominava Elia Valli. Quando lo fece lei, davanti alla responsabile finanziaria, la donna rovesciò il caffè sulla scrivania.
A fine giornata, nel suo armadietto, Nora trovò una busta senza mittente. Dentro c’erano due centesimi anneriti e un foglietto: “Tuo fratello non è caduto. Ha visto il registro nero. Se vuoi vivere, non fidarti dell’uomo che firma le assoluzioni.”
Nora chiuse gli occhi. Nel corridoio vuoto, alle sue spalle, una voce maschile disse: “Hai ricevuto anche tu una moneta?”
Si voltò. Adriano Serra era lì, pallido come se avesse appena visto un fantasma.